“…perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini”. Lev 25,23

Uno dei temi fondamentali,  del dibattito attuale, lo costituisce l’immigrazione: le cause, le conseguenze e le sfide.  Ci sono delle voci favorevoli e delle voci opposte.  Ma oltre il dibattito politico e sociologico noi siamo chiamati a leggere la nostra realtà nel confronto col Vangelo di Gesù, parola che tante volte sconvolge.

Dal 2017 abbiamo iniziato la scuola di lingua italiana per i migranti, presso il Collegio Nazareno, giusto nel cuore di Roma, come operò il Calasanzio in un’epoca carica di problemi, di emarginazione, di povertà estreme come quella di oggi.  E’ vero, che noi non siamo la prima opera di questo genere a Roma, anzi, esiste una rete di scuole per l’integrazione linguistica dei migranti nella regione Lazio, che accoglie diverse associazioni, sempre nell’ambito del cosiddetto Terzo Settore, ovvero del volontariato.

Il nostro progetto considera come scopo centrale l’integrazione linguistica, sociale, culturale ed emozionale dei migranti che bussano al portone del Nazareno ogni giorno per sentirsi accolti, ascoltati ed accompagnati in una terra lontana dalla loro. Quello che non possiamo mai dimenticare è che l’essenza di questo progetto è la giustizia sociale. Cioè, la nostra opera non formale, si inserisce nell’ambito socio- educativo. Quindi, non solo si tratta di fare una scuola buona ed efficace: con ogni gesto facciamo infatti giustizia a favore di quei più svantaggiati.

Durante questi primi due anni di lavoro, abbiamo avuto alunni che provengono da diversi paesi, religioni e costumi, tanti che vengono dall’Europa dell’Est, Filippini, Africani, e così via.  Invece durante il corso 2018 – 2019 siamo rimasti sorpresi perché sono venuti tanti Latinoamericani, principalmente Peruviani, Brasiliani, Venezuelani, Centroamericani, senza dimenticare coloro che vengono dall’Albania, dalla Georgia, dalla Corea, dalla Siria e dal Libano.  Siamo veramente lieti di questa risposta.

Tutti i nostri collaboratori sono volontari: alcuni provengono dalla “Caritas”, altri dalla “Comunità di Sant’Egidio”, c’è anche un’ex alunna del Nazareno, senza dimenticare gli Scolopi del Nazareno. Tutti di madrelingua italiana, tranne il sottoscritto, responsabile dell’opera, messicano.

Che cosa proponiamo in questa scuola non formale?  Anzitutto lezioni di lingua italiana a livello di alfabetizzazione, base, medio e avanzato.  Aiutiamo i nostri alunni alle procedure di tutte le pratiche che devono adempiere per mettere in regola la propria permanenza in Italia. Inoltre proponiamo abbondantemente la cultura italiana. Offriamo la formazione civica che occorre conoscere nel contesto sociale e legale della società  presso cui le persone che frequentano la nostra scuola vivono.  Qui i nostri alunni trovano sempre una mano tesa ed un rapporto sincero e aperto; diciamo che l’amicizia si allarga nel Nazareno. Alle volte i nostri alunni hanno bisogno di aiuto materiale (cibo, medicine, posti letto, doccia, ecc.) e a questo fine alle volte noi possiamo provvedere, in altre occasioni ci colleghiamo principalmente con la “CARITAS”. Alle volte i nostri alunni hanno bisogno d’incoraggiamento o di un buon consiglio.  Diciamo che la necessità più urgente dei nostri alunni è quella che riguarda il lavoro e noi dobbiamo cercare la maniera di aiutarli a trovare la via giusta che li conduca ad una vita serena.

La Scuola Non Formale di Lingua Italiana per Stranieri, come è stata chiamata sin dall’inizio, in realtà è frutto di una proposizione approvata durante il Capitolo Provinciale Italiano del 2015,  portata a compimento durante il quadriennio 2015 – 2019; per cui una parte del palazzo del Nazareno venne ristrutturato per portare avanti questo progetto.  Sono spazi adeguati che offrono un ambiente di accoglienza, di vicinanza e sicurezza.

Tra l’altro, i nostri alunni vivono veramente l’esperienza di quello che significa “SCUOLE PIE”, dato che non devono pagare nemmeno un centesimo per partecipare alle lezioni; anzi, i nostri alunni ricevono gratuitamente carta e penna e tutte le risorse per imparare efficacemente la lingua italiana. Già lo diveva il Calasanzio: carta, penne e inchiostro…! (P. 0346)

Stiamo iniziando, sono appena due anni di lavoro con i migranti, tre anni se consideriamo l’anno di preparazione, cinque se facciamo riferimento a quando è nata l’idea.  Comunque stiamo crescendo, ogni giorno arrivano più e più alunni; sogniamo di diventare un grande centro di accoglienza; sogniamo di accogliere tanti minorenni stranieri non accompagnati (MSNA); insomma, sogniamo che quet’opera porti aria fresca, nuova e coraggiosa alle Scuole Pie Italiane, e anche sia modello per ulteriori scelte di carattere sociale per quanto riguarda l’Educazione Non Formale nel nostro Ordine.

Fr. Gerardo V. Leyva B. Sch. P.

 

 

Si continuas utilizando este sitio aceptas el uso de cookies. más información

Los ajustes de cookies de esta web están configurados para "permitir cookies" y así ofrecerte la mejor experiencia de navegación posible. Si sigues utilizando esta web sin cambiar tus ajustes de cookies o haces clic en "Aceptar" estarás dando tu consentimiento a esto.

Cerrar