Il coinvolgimento delle famiglie nel processo educativo. Scolopi Cartuja. GRANADA (Spagna)

Carolina Carmona Martínez.

Cecilio Rodríguez Caballero

Siamo molto lieti di condividere con voi l’esperienza educativa che abbiamo vissuto nella scuola degli Scolopi di Cartuja (Granada) per quanto riguarda il coinvolgimento e la collaborazione delle famiglie nella vita della scuola.

Tutto è iniziato più di 10 anni fa con il progetto di una comunità educativa che aiutasse a trasformare l’ambiente sociale della scuola. A quel tempo, abbiamo scoperto il modello delle “Comunità di apprendimento” e, senza esitazione, ci siamo messi in cammino con il sincero desiderio di contribuire al cambiamento sociale e culturale della comunità.

Fin dall’inizio abbiamo capito che dovevamo trasmettere alle famiglie la convinzione che questo nuovo progetto avrebbe dovuto contribuire a una maggiore qualità del processo educativo degli studenti in termini di miglioramento del rendimento scolastico, risoluzione di situazioni di insuccesso, assenteismo e conflitto scolastico. Il coinvolgimento delle famiglie nella vita della scuola migliora i processi di apprendimento in un clima di dialogo egualitario famiglia-scuola, generando legami che trasformano il significato e la qualità dell’educazione.

La partecipazione della comunità educativa, dei volontari, delle associazioni e delle organizzazioni di quartiere e, soprattutto, delle famiglie gioca un ruolo cruciale in quanto viene coinvolta nella gestione quotidiana della scuola, trasformandola attraverso l’apprendimento dialogico. Per noi il processo educativo va oltre la trasmissione di contenuti per generare un apprendimento significativo.

Siamo una scuola aperta a tutti, in cui la collaborazione e la partecipazione delle famiglie sono l’essenza di ciò che facciamo. Sono molti i genitori, ma anche i nonni, i fratelli e le sorelle maggiori e altri membri della famiglia che, nel corso degli anni, sono venuti nella nostra scuola per partecipare alle nostre Pratiche di Successo, come: i Gruppi Interattivi, che rendono l’apprendimento più vario e meglio consolidato, i Colloqui Dialogici, che costruiscono significati e conoscenze collettivamente basati sul dialogo o il Modello Dialogico di Risoluzione dei Conflitti, con sessioni di formazione per i membri della famiglia che partecipano attivamente per migliorare la convivenza nella scuola.

Come risultato di tutto il lavoro precedente, è emersa la nostra regola scolastica: “Guardami. Parlate con me. Ascoltatemi. Trattami come vorresti essere trattato”, una regola il cui profumo permea ancora le pareti della nostra scuola e il cui motto accompagna ormai ogni angolo di ogni aula. Ed è lì che la presenza delle nostre famiglie è fondamentale, ma anche nelle assemblee, dove il loro contributo è molto apprezzato nei processi consultivi e decisivi quando si tratta di prendere decisioni, poiché contiamo sempre su di loro.

Ma non finisce qui, perché c’è ancora un’altra impronta che non si vede e che fa sentire le nostre famiglie a casa nella scuola, visto che, essendo una piccola scuola, sono sempre accolte, ben accolte e ricevute come in una grande famiglia.

Siamo anche felici di condividere che quest’anno festeggiamo 50 anni e vogliamo cogliere questa occasione per RINGRAZIARE tutte le famiglie che sono passate e continueranno a passare per la Scuola, perché la loro presenza, la loro collaborazione e la loro fiducia in tutti questi anni in cui abbiamo potuto vivere insieme ci porta a un’idea comune che rimane: “Che la nostra Scuola è il Nostro Luogo, un luogo in cui tutti i Sogni si realizzano”.

La permanenza, la continuità delle famiglie ci insegna che a volte, nella realtà del nostro quartiere, è necessario cambiare sguardo. Ed è questo che stiamo facendo, ed è questo che ci diciamo ogni giorno. Non possiamo che dirvi GRAZIE, perché questo cammino continua e abbiamo ancora bisogno delle vostre mani, come già sapete, per continuare a essere luce in questo benedetto cammino educativo…